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Il monumento funerario a San Salvador

San Salvador

Chiesa di antica fondazione e prestigio, posta in una posizione centrale e di assoluto rilievo rispetto alla pianta della città, in essa si conservano i monumenti funerari della Regina di Cipro e di altri membri della famiglia Corner.
La tradizione narra di come le origini della chiesa di San Salvador affondino negli albori della storia di Venezia: essa rientra tra le otto chiese leggendarie edificate per iniziativa di San Magno e il nome fa diretto riferimento a Gesù Cristo Salvatore, per volontà del quale sarebbe sorto l'edificio sacro.
Questa la leggenda, in realtà la storia della chiesa appare complessa; si sa che venne rifabbricata ad opera dei canonici di Sant'Agostino nel corso del XII secolo, e che sarebbe stata consacrata nel 1177 addirittura da Alessandro III, giunto a Venezia in occasione delle trattative che portarono alla pace tra il Papato e Federico Barbarossa.
Il Tassini descrive in maniera molto suggestiva come doveva apparire il Campo S. Salvador attorno al XIII secolo: Dicesi ancora che in «Campo di S. Salvatore» eravi un pozzo profondo con vasca d'acqua all'ingiro, e con una prossima ficaja, alla quale, quando costumavasi di cavalcare per la città, i viandanti legavano i loro cavalli giacché, per un decreto del 29 febbraio 1287 M. V., era proibito, a cagione del grande concorso, di percorrere la «Merceria» cavalcando.
Dunque, quest'area cittadina, pur così centrale e di così antica tradizione, doveva apparire assai diversa prima della grande ristrutturazione urbanistica e artistica della città voluta dal Doge Andrea Gritti e nota come Renovatio Urbis. Un rinnovamento i cui segnali erano avvertibili già nel corso del ‘400, ma che solo nel XVI secolo si sarebbe concretizzato con un fervore di attività finalizzato all'esaltazione della potenza di Venezia e a giustificare le sue aspirazioni imperiali dopo che Costantinopoli era caduta in mano al Turco nel 1453.
Non è forse un caso che nel 1507 avesse inizio anche nella chiesa di San Salvador una vasta opera di ristrutturazione, basata su di un progetto di Giorgio Spavento e sotto la direzione di Tullio Lombardo, cui successe nel 1534 proprio Jacopo Sansovino, uno degli artefici col Gritti, l'Aretino e Tiziano della suddetta Renovatio. Ad eccezione della facciata, opera più tarda del Sardi (1663), è proprio in questa fase che San Salvador cominciò ad assumere la forma che conosciamo.
Una volta entrati, una luce soffusa proveniente dall'alto accoglie il visitatore e lo avvolge conducendolo in un mondo quasi irreale di memorie, spiritualità e potenza. Passo dopo passo, senza soluzione di continuità, emergono dalla penombra i numerosi tesori della Chiesa, con l'unica eccezione dell'altar maggiore: una volta entrati lo sguardo è attratto quasi immediatamente dalla sua mole. La Trasfigurazione del Cristo, la Pala medievale d'argento dorato, la nobile e potente statua del Salvatore che sovrasta la struttura, costituiscono una sorta di stella polare che catalizza l'attenzione.
La magnificenza della chiesa rispecchia la magnificenza di un mondo giunto all'apice della potenza, un mondo nel quale i Corner rivestivano un ruolo eminente. Influenti membri del Patriziato Veneto, mercanti di caratura internazionale, raffinati politici e scaltri diplomatici, conoscitori dell'Oriente e dell'Occidente, alti prelati della Chiesa cattolica, addirittura una Regina: imbattersi nelle loro memorie è un fatto del tutto naturale, quasi scontato. E dunque non meraviglia di ritrovarli anche all'interno di San Salvador e non certo in una posizione periferica o decentrata.
Il progetto del monumento elaborato da Gianmaria Falconetto rimase sulla carta per mezzo secolo e, infine, fu portato a compimento da Bernardino Contin che ideò due architetture gemelle ornate di statue e colonne. Il monumento funebre di Caterina Corner si trova sull'ala destra del transetto; il bassorilievo funerario che mostra la Regina di Cipro mentre consegna la corona di Cipro al Doge Agostìn Barbarigo, è posto tra putti che reggono gli stemmi del casato. Ai piedi del monumento vi è la lapide che riporta un'iscrizione latina con questo significato: Ceneri di Caterina Corner, regina di Cipro, Gerusalemme e Armenia.

 

Chiesa di San Salvador, monumento funerario, part.

Venezia, Chiesa di San Salvador, monumento funerario, particolare

Il secondo monumento, dedicato originariamente al cardinale Marco Corner, avrebbe dovuto sorgere specularmente nell'ala sinistra. In realtà essendo trascorso molto tempo dal momento dell'ideazione a quello della costruzione, nel frattempo il numero di cardinali di casa Corner da immortalare salito a tre: oltre a Marco e Francesco (entrambi figli di Zorzi, il fratello di Caterina), anche un Andrea.
A distanza di tanto tempo i due monumenti possono apparire un po' freddi; in particolare il rilievo che illustra la consegna dell'isola di Cipro effettuata nel 1489 al Doge Barbarigo da parte di Caterina, non rende giustizia alla sua vicenda come donna e come sovrana, ma almeno ha il merito di esaltare la sua figura e lascia intuire come i riflessi di questa vicenda influenzarono la vita di popoli e terre lontani.
Cipro rimase veneziana sino al 1571, un tempo sufficiente perché la Serenissima vi lasciasse ampie tracce della sua presenza. Poi la violenta invasione turca: una vicenda fatta di eroismi e di tragedie che si concluderà pochi mesi dopo, quando la flotta veneta sarà protagonista a Lepanto in una delle più celebrate battaglie navali della storia. Cipro però era perduta e questo costituì un grave colpo per la Repubblica.
Tornando a Caterina si può suggerire, a proposito di S. Salvador, un'ultima suggestione: secondo le fonti la Regina di Cipro fu sinceramente preoccupata del benessere dei suoi sudditi e amò, ricambiata, l'isola e i suoi abitanti.
Per questo pare quasi un atto di giustizia che, proprio a pochi passi dalla sua sepoltura, nella cappella absidale destra sia custodita una delle reliquie più care ai Veneziani: le spoglie di Todaro, santo greco e primo patrono della città. L'arrivo in laguna nell'829 delle spoglie di San Marco aveva costituito un atto politico teso a marcare le distanze dal mondo bizantino e il santo greco era stato necessariamente relegato in una posizione più marginale. Adesso, a distanza di secoli la veneziana Regina di Cipro riposa in prossimità del Santo Patrono greco: un'ideale riavvicinamento tra i due mondi.

 

Per maggiori informazioni:
http://www.chiesasansalvador.it/ita/cinquecentenario.php